Formazione in cammino – nasce il Gruppo di Lavoro

“AIF Cammini”

Idee, progetti e condivisioni per valorizzare i territori attraverso la formazione, l’ergonomia e il turismo lento.

Puntata 1

Da un’intuizione condivisa alla scoperta dell’Ergonomia dei Cammini

Tutto nasce in un pomeriggio d’estate, all’ombra del Colosseo, quando una conversazione informale tra soci AIF apre uno sguardo nuovo sui cammini italiani ed europei: non solo itinerari da percorrere, ma luoghi vivi in cui formazione, comunità, territorio e sviluppo sostenibile, possono incontrarsi. Da quell’intuizione prende forma un percorso condiviso, che porta alla scoperta dell’Ergonomia del Territorio e dell’Ergonomia dei Cammini, come strumenti per leggere, valorizzare e far crescere le comunità locali.

L’intuizione: camminare per conoscere, valorizzare, connettere, creare sviluppo

Circa due anni fa, in un caldo pomeriggio di luglio, i soci di AIF Lazio si riunivano all’ombra del Colosseo per darsi il saluto prima dell’estate e augurarsi buone e meritate vacanze. Durante l’incontro, la presidente della delegazione Lazio, Maria Nigro, presenta il socio di AIF Lombardia Renato Di Gregorio, che ci racconta la sua idea di Formazione legata ai Cammini.

Davanti ad una bibita ghiacciata e cullati dal ponentino di Roma, alcuni di noi cominciano a “volare” con la fantasia, insieme al socio lombardo, attraverso sentieri sconosciuti, antichi tratturi, comunità dalle antiche tradizioni culturali e gastronomiche.

Renato ci racconta che in Italia ci sono tantissimi cammini, di terra e di mare, poco noti, che aspettano solo di essere valorizzati. Ci dice che spesso i cammini attraversano più Comuni, a volte più Regioni, e i cammini europei uniscono addirittura diversi Stati.

I cammini come infrastrutture di comunità

In Italia quasi tutti conosciamo la Via Francigena, ma esistono molti altri percorsi di grande valore paesaggistico, storico, culturale, religioso, archeologico e naturalistico, che meriterebbero di essere riscoperti e rilanciati. La loro valorizzazione potrebbe generare sviluppo per i territori attraversati, in particolare per le aree interne, contribuendo a contrastare lo spopolamento e incoraggiando le giovani generazioni a riconoscere, nella propria terra d’origine, una concreta opportunità di crescita.

 Cammino di San Biagio al Cristo Redentore (Maratea – PZ)

Attualmente, tuttavia, a livello locale mancano spesso strutture in grado di gestire i cammini in modo integrato, favorendo il coordinamento tra i diversi stakeholder territoriali.

Riflettendo su questo aspetto, ci siamo chiesti: chi meglio degli Enti locali, che operano sul territorio e ne conoscono in profondità caratteristiche, bisogni e potenzialità, potrebbero farsi promotori di questo rinascimento territoriale? A maggior ragione in una fase in cui, anche grazie al PNRR, le risorse dedicate a questi ambiti non mancano.

Perché, allora, questo processo fatica ad avviarsi e molti cammini italiani restano ancora nell’ombra? Per quale motivo i Comuni non intercettano, più spesso, finanziamenti per progetti di sviluppo territoriale, legati al miglioramento dei percorsi esistenti o alla creazione di nuovi itinerari?

Il tema ci appassionò sempre di più e alcuni di noi, in contatto con Renato Di Gregorio, iniziarono ad approfondire conoscenze e competenze sul mondo dei Cammini.

Cammino di San Benedetto (da Norcia a Cassino)

 

Ergonomia del Territorio: una nuova chiave di lettura

Scopriamo così il tema dell’“Ergonomia del Territorio” e il ruolo dell’“Ergonomo territorialista”, espressione coniata dalla SIE, Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani, e riconosciuta dall’Ente Italiano di Normazione (UNI) con la Norma 11934:2024. Si tratta di una professionalità dal nome apparentemente tecnico, ma dal profondo significato sociale.

Il concetto di “Ergonomia del Territorio” parte dal presupposto che il territorio e la comunità che lo abita possano essere considerati come un’Organizzazione Integrata, orientata alla progettazione partecipata e capace di coinvolgere attori istituzionali, sociali ed esperti di diverse discipline, per creare spazi più vivibili, accessibili e sostenibili.

Una delle sue declinazioni più attive è proprio l’Ergonomia dei Cammini, che integra Ergonomia Fisica, Cognitiva e Organizzativa, per occuparsi della fruibilità dei percorsi escursionistici, della sicurezza dei viandanti e della qualità dell’accoglienza.

 

(https://www.societadiergonomia.it/fiera-internazionale-dellergonomia-dei-cammini-2025/)

Negli ultimi anni il turismo dei Cammini ha conosciuto una crescita significativa e, per molti aspetti, inattesa. Oggi rappresenta una componente sempre più rilevante dell’economia del Paese, poiché contribuisce allo sviluppo dei territori, alla crescita dell’occupazione e al contrasto dello spopolamento delle aree interne. I viaggiatori contemporanei cercano destinazioni autentiche, esperienze genuine e un contatto più profondo con le culture locali, privilegiando luoghi meno affollati e meno noti. Questa espansione del turismo lento è avvenuta rapidamente e in modo spontaneo: i camminatori si muovono alla scoperta delle tracce lasciate dalle generazioni passate, delle tradizioni locali e delle specialità gastronomiche del nostro Paese, con particolare attenzione alle zone interne.

 

 III° tappa del Cammino di San Benedetto

 

 Cammino delle Terre Mutate (da Fabriano a L’Aquila)

 

Dalla domanda ai fabbisogni formativi

Attraverso un’attività di benchmarking tra le diverse regioni italiane, abbiamo rilevato che i cammini sono gestiti, prevalentemente, dalle associazioni che li hanno ideati e promossi. Gli Enti locali, pur iniziando a riconoscerne il potenziale come leva di sviluppo territoriale, non hanno ancora assunto in modo diffuso un ruolo strutturato nella loro valorizzazione e gestione. Le esperienze in tal senso risultano, infatti, ancora limitate e circoscritte a pochi casi.

Da questa osservazione nasce una domanda centrale: quali condizioni possono favorire un maggiore coinvolgimento degli Enti locali nella valorizzazione dei cammini?

In qualità di soci AIF abbiamo scelto di contribuire attivamente a questa riflessione, partecipando alla prima Fiera Internazionale dell’Ergonomia dei Cammini, svoltasi tra Cassino e Gaeta nell’ottobre 2024, con l’obiettivo di rilevare i fabbisogni formativi degli attori coinvolti nei cammini.

 Momenti della Fiera Internazionale dell’Ergonomia dei Cammini (https://www.fieraergonomiadeicammini.it/)

Attraverso la somministrazione di questionari mirati, sono state coinvolte diverse tipologie di interlocutori: amministratori locali, imprese produttive, operatori dell’accoglienza, comunità territoriali e camminatori.

Dall’indagine è emerso che gli amministratori locali riconoscono il valore strategico dei cammini, ma evidenziano, al tempo stesso, la necessità di personale adeguatamente formato su molteplici ambiti: gestione delle infrastrutture, accoglienza di pellegrini ed escursionisti, manutenzione dei percorsi, promozione locale e internazionale, creazione di servizi di supporto ai camminatori, progettazione di esperienze legate al territorio e monitoraggio dell’impatto economico del turismo lento.

Permane tuttavia l’esigenza di una strategia maggiormente condivisa. Le esperienze di collaborazione e di rete tra Comuni risultano ancora limitate, così come appaiono poco diffuse le attività di benchmarking e la partecipazione ai bandi di finanziamento, talvolta anche a causa di una conoscenza non adeguata degli strumenti disponibili.

Anche le strutture ricettive riconoscono il potenziale dei cammini, ma incontrano difficoltà nell’adeguare la propria offerta alle esigenze di nuovi fruitori, quali camminatori e cicloturisti. In questo ambito, il fabbisogno formativo riguarda in particolare l’accesso ai finanziamenti e la progettazione di servizi dedicati.

Nel complesso, dai diversi interlocutori coinvolti è emerso un forte interesse per una formazione specifica, orientata a favorire la costruzione di reti locali integrate e a sostenere una gestione più efficace, coordinata e sostenibile dei cammini.

A quel punto, non restava che passare dall’analisi all’azione e costruire un progetto formativo dedicato.

Ed è proprio questo il percorso che racconteremo nella prossima puntata.

 

 

Francesca Micantonio

Responsabile di sviluppo professionale presso Inps DR Lazio, Roma. Sociologa, formatrice e progettista di percorsi formativi sulle competenze trasversali utilizzando anche la metodologia della formazione outdoor. Esperta di Cooperazione Internazionale, in passato ha collaborato come volontaria con alcune Ong a progetti di Sviluppo in alcuni paesi del Sud del mondo. In AIF è responsabile del Gruppo di lavoro sui Cammini.

E-mail: framicantonio@gmail.com

 

Author