Il ruolo delle simulazioni nella formazione continua del personale addetto alla gestione delle emergenze

Ho conosciuto Paolo Guidetti nei primi anni del duemila, è geometra ed a quei tempi era anche docente nei corsi per Coordinatori della Sicurezza che frequentavo.
Da allora abbiamo condiviso molte esperienze formative in ambito tecnico e della mediazione civile, fino all’iscrizione a AIF come formatori professionisti.
Paolo ha seguito molti percorsi formativi extra lavorativi legati alle sue passioni personali: è Allenatore di Salvataggio Attività Subacquee e Nuoto Pinnato SNAQ III° Livello; Istruttore Arti Marinaresche per la formazione degli Assistenti ai Bagnanti; Istruttore BLS-D Accreditato al SUEM 118; Volontario di Croce Rossa Italiana presso il Comitato di Rovigo e Selvazzano Dentro nell’O biettivo Salute ed Emergenza con la qualifica di Soccorritore Trasporto Sanitario e Soccorso in Emergenza SUEM 118; Operatore Emergenza; Simulatore e Trainer Manovre Salvavita.

Paolo Guidetti

Ho avuto l’onore di accompagnarlo come tutor, in un corso per la formazione di Addetti alle manovre di rianimazione cardiopolmonare ed uso del defibrillatore BLS-D per il personale laico. Non mi era mai successo prima e l’esperienza mi ha permesso di riflettere sulla responsabilità dell’essere formatore in un contesto tanto particolare come quello delle emergenze.

Paolo è un collega, ma soprattutto un caro amico che, nel viaggio verso il Convegno Nazionale AIF di Bologna dello scorso ottobre, mi ha parlato della sua recente esperienza di “simulatore” in scenari emergenziali in contesti realistici e con grande generosità ha accettato questa intervista, per condividere questa sua particolare e toccante esperienza. Mi ha spiegato che, in una situazione di emergenza, ogni secondo e ogni decisione possono fare la differenza tra la vita e la morte di una persona.
Rivolgo a Paolo alcune domande per me cruciali.

Elena: Cosa rende un soccorritore e in generale, una persona, davvero pronta a gestire l’inaspettato?

Paolo: Non è solo la conoscenza teorica e la formazione, che sono alla base di qualsiasi attività specialistica, bensì anche l’esperienza pratica e l’addestramento sul campo che permettono di trasformare una reazione incerta in un intervento sicuro ed efficace.
L’esperienza, che può essere acquisita partecipando sul campo ad eventi emergenziali o in alternativa ad esercitazioni ed addestramento con simulazioni realistiche, permette ai soccorritori di interiorizzare procedure complesse e ciò consente loro di reagire con prontezza ed efficacia, mantenendo sangue freddo nei momenti più critici… è questo il vero apprendimento.
La riflessione da cui partire è legata al fatto che la conoscenza teorica da sola non è sufficiente ai soccorritori i quali, infatti, si allenano attraverso simulazioni che li vedono primi attori in situazioni e scenari realistici, progettati e coordinati con l’obiettivo di sviluppare efficacia e rapidità d’intervento. Dopo le lezioni teoriche e lo studio autonomo delle procedure, l’azione pratica migliora la memoria procedurale, incrementando la reattività e la capacità decisionale.

Elena: La “reazione consapevole” prevale su quella di “primo istinto”!

Paolo: L’addestramento sul campo e le esercitazioni di gruppo, oltre alla sperimentazione ripetuta, comportano lo sviluppo di capacità attentive come l’osservazione e l’ascolto attivo, la rapidità e la sicurezza nell’uso delle attrezzature, dei presidi e l’applicazione di procedure specifiche anche nella gestione dei ruoli nelle squadre di soccorso. L’acquisizione via via di una maggiore sicurezza in sé stessi e nel team, contribuiscono a ridurre e controllare lo stress derivante dalla gestione della situazione d’emergenza. Non ho potuto nascondere l’ammirazione che provo per lui e per i volontari, per il loro impegno e dedizione. Paolo con la sua umiltà e modestia, mi ha spiegato come, in alcuni casi, non sia affatto facile calarsi nel ruolo di “simulatore” e di “soccorritore” in formazione esperienziale, poiché si possono emergere delle criticità legate al vissuto personale e questo può rappresentare un carico emotivo importante da gestire. Dunque, prima di poter intervenire “per” e “su” l’altro, occorre intervenire “per” e “su” sé stessi in modo consapevole e strutturato, spesso per un tempo non definito.
Paolo ha raccontato anche come, al di là della gestione della situazione di emergenza, i volontari apprendano anche come gestire le reazioni dei familiari e delle persone presenti al momento dell’intervento di soccorso, riflettendo su come spesso stereotipi e pregiudizi di genere, età e nazionalità, influenzino i comportamenti, rendendo a volte più complicati, se non addirittura ostacolando, gli interventi dei soccorritori; l’apprendimento esperienziale ha un ruolo fondamentale anche nella gestione di queste dinamiche.

Durante l’intervista a Paolo, sono emersi aneddoti particolarmente significativi per cui mi è possibile concludere affermando che l’apprendimento teorico fornisce le fondamenta del sapere, ma l’esperienza diretta sul campo e l’addestramento con simulazioni contribuiscono ad aumentare nella persona e in particolare nel soccorritore, il “saper essere” in situazione e la sicurezza necessaria per affrontare l’emergenza con prontezza. In questo contesto, il formatore ha un ruolo di grande responsabilità verso i partecipanti perché, oltre a trasmettere loro le conoscenze, deve saper facilitare le esperienze pratiche, captare le loro difficoltà, affiancarli, soprattutto quando emergono delle criticità ed orientarli al giusto approccio nell’affrontare le scelte operative e lo sviluppo delle proprie competenze.
In un mondo in cui l’imprevisto è inevitabile, investire nel training esperienziale e personale, non è solo una scelta, ma una responsabilità di tutti.

La divulgazione dei contenuti dell’intervista riportati nel presente articolo è stata preventivamente autorizzata dalle funzioni competenti, ai sensi del Codice Etico e dei Regolamenti di Croce Rossa Italiana.

 



Elena Paiola

Geometra Libera Professionista iscritta al Collegio Geometri e GL di Rovigo. Dottoressa in Scienze della Formazione e Formatrice AIF. Si occupa di formazione tecnico professionale in ambito di successioni ereditarie, passaggio generazionale e sviluppo soft skills per privati, liberi professionisti ed aziende. Consigliera AIF delegazione Veneto e Friuli Venezia Giulia. Referente GdL Nazionale AIF FFLPO formazione formatori per liberi professionisti di ordini e collegi.

E-mail: elenapaiolaformazione@gmail.com

 

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