In questo numero: marzo 2025

Marzo donna? Lo diciamo da tanto tempo, in molti discorsi ed occasioni, che con l’8 marzo non si festeggia un bel niente. La cosiddetta “festa della donna“, come per il Babbo Natale inventato dalla Coca-Cola, è stata studiata per vendere cioccolatini e distrarre dal riflettere sulla condizione delle donne, ancora incredibilmente tragica e arretrata, trasversale a tutte le culture e società che si dicono più o meno civili.

Il fatto che si sia arrivati a pensare di dedicare un intero mese per mettere al centro la situazione di disparità negativa della vita delle donne è già un passo in più. C’è ora un tempo più lungo per partecipare a momenti di incontro e di riflessione che mettano in gioco le nostre capacità di cambiamento. 

Per onorare “il pane e le rose”, i bisogni e il benessere psicofisico di ogni essere umano, a marzo si celebra anche la giornata internazionale per la promozione della lettura, ricorrenza fissata dall’Unesco il 23 aprile 1996. Leggere è un processo straordinario, spesso lo diamo per scontato, ma così non è. Lettura e comprensione del testo non sono processi banali, ma complessi perché alimentano il pensiero, la riflessività, la capacità di astrazione e di critica.

Un libro è più di un oggetto, è un simbolo, un significato, un mezzo. Un libro è sempre un viaggio. Leggere e amare la lettura sono un dono che gli adulti possono fare ai ragazzi, fin da quando sono così piccoli da non essere nemmeno in grado di tenere il libro tra le mani ma sono in grado di imparare il gesto d’amore che è leggere per gli altri.

Voglio qui ricordare un saggio di Daniel Penac “Come un romanzo”. L’autore accompagna il lettore a comprendere come far amare la lettura ai bambini e ai ragazzi. Ci invita a leggere ad alta voce ai nostri bambini le storie che amiamo, con passione, con l’emozione.

Ci dice Penac “Non lasciamo soli i bambini con il libro”, leggere non è un dovere, leggiamo per e con loro fino a che non saranno loro a toglierci di mano il libro e a dire “leggo io!”.

In fondo al testo inoltre troveremo un bel elenco di “diritti del lettore”.

Buona giornata della lettura, del libro e dei lettori.

 

In questo numero

 

Vittorio Canevese, formatore esperto di nuove tecnologie e di cinema, ha condotto per noi un’intervista a Carmen Riccato, responsabile del Disability Film Festival di Torino. Il dialogo ci racconta di percorsi personali, di cinema e inclusione, cinema e passione, ascolto, rispetto e di nuovi paradigmi per allargare gli orizzonti relazionali.

Pubblichiamo la prima parte in questo numero, la seconda uscirà, invece, nel numero di aprile.

 

Abbiamo una proposta davvero allettante per la nostra rivista: Rodolfo Sabbadini, psicologo, supervisor trainer counsellor drammaturgico, socio AIF Piemonte, si propone di curare un ciclo di articoli sulle tecniche di conduzione del colloquio in ambito sociale. Una modalità di colloquio estremamente utile ed interessante per chiunque operi nelle relazioni di aiuto. Il primo articolo di questo mese illustra proprio la proposta e i paradigmi da cui muoveranno i futuri approfondimenti.

 

Ugo Calvaruso, giovane filosofo che si occupa di sviluppo organizzativo, progettazione e supporto alle organizzazioni nell’introduzione delle tecnologie, offre un nuovo contributo sul tema E-learning: trend, sfide e opportunità. Nuove prospettive per la formazione? L’autore riprende l’interesse e l’attenzione alle nuove tecnologie per l’apprendimento. Ci pone delle domande: cosa cambia nel modo di apprendere per le persone ? Quali sono i soggetti che possono fruire di nuove tecnologie ma rischiano di perdersi nella complessità e nella solitudine dell’offerta?

Che opportunità si aprono e quali nuovi saperi formatori e formatrici devono conoscere e praticare per accompagnare al meglio adulti e giovani alle sfide dell’apprendimento oggi?

 

Terzo articolo sulle soft skills di Luca Guerrasio, formatore, giornalista, insegnante di scherma. In questo numero vengono illustrate le strategie utili all’apprendimento e al consolidamento delle soft skills, tanto ricercate da aziende e organizzazioni ma apparentemente poco “imparabili”.

Le soft skills sono un dono innato? per qualcuno forse sì, ma si possono apprendere attraverso la formazione. Quale formazione ? Non solo quella classica, sempre meno efficace per questo genere di competenze, ma con l’utilizzo dei videogiochi, non più demonizzati ma rivalutati per imparare a gestire emozioni.

Di articolo in articolo, anche nei prossimi numeri, ci verrà offerto un approfondimento sulle metodologie di apprendimento delle soft skills.

 

Viaggiare! La viaggiatrice è Antonella Marascia, già presidente della delegazione AIF Sicilia, segretario generale al comune di Palermo, oggi appassionata scrittrice di storie della tradizione siciliana. Antonella Marascia qui racconta un viaggio, un viaggio in terre lontane, un viaggio di conoscenza e solidarietà. “Viaggiare è più che vivere” dice la nostra autrice. Oltre al vivere quotidiano e molto spesso inconsapevole può trovare posto l’esperienza del viaggio di scoperta. Un viaggio per ascoltare, comunicare, vedere, assaggiare, condividere e fare tante esperienze. Si parte per un viaggio con le proprie attese e aspettative, si torna diversi da prima.

 

 

Anna Malaguti

Coordinatrice editoriale di Learning News. Formatrice ed esperta di processi organizzativi, coach, praticante di mindfulness qualificata al 1° livello MBSR. Dal 2011 al 2016 presidente di delegazione AIF Veneto. Fino al 2021 responsabile del Servizio Formazione del Comune di Venezia e nel gruppo nazionale AIF PA, ora posso dedicarmi ai miei interessi e passioni. 

E-mail: aiflearningnews@gmail.com

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