Il 4 aprile 2025, con la sollecita e attenta accoglienza dell’IC Verga – Martoglio, si è svolto a Siracusa il VI Convegno Interregionale sul tema dell’inclusione delle diversità.
Per l’edizione 2025 è stato scelto il tema «Inclusione e fragilità: la diversità come risorsa personale e collettiva. Risorse personali, comunitarie e tecnologiche per integrare la diversità», che ha orientato le diverse sessioni, creando un confronto profondo e multidisciplinare.
L’evento organizzato dalla Delegazione AIF Sicilia-Sardegna-Calabria si è confermato come uno degli appuntamenti più rilevanti nel nostro Territorio per la riflessione sull’inclusione scolastica e sociale, grazie alla ricca rappresentanza di istituzioni ed enti presenti.
Vi hanno partecipato attivamente numerosi formatori, docenti, dirigenti scolastici, studenti universitari e professionisti del mondo della Scuola, della Pubblica Amministrazione e del terzo settore.
Giuseppe Caramma ricorda così la genesi di questa esperienza: “Sin dalla prima edizione della «Vetrina» sui progetti dell’inclusione e la nascita del premio «Rossana Liotta», nel 2018, la Delegazione ha avuto come interlocutore privilegiato il mondo della scuola, per il tramite di alcuni componenti del Direttivo regionale che operavano in quel settore, a esempio Biatrix Baldo, Antonia Rosetto Ajello o chi scrive. La nascita del «Liotta» suggellò, infatti, una lunga frequentazione della nostra Delegazione con le tematiche scolastiche, avviata con le iniziative – locali e nazionali – di Antonella Marascia e proseguita con la collaborazione intensa di numerosi dirigenti scolastici e docenti impegnati sul territorio: Domenico Aiello, Lucia Barbiera, Paola Burgio, Serena Carpino, Clelia Celisi, Clorinda Coppa, Rita Spada, Annalisa Stancanelli e Stefania Stancanelli.
L’auspicio dei Presidenti di AIF Sicilia-Sardegna-Calabria che si sono succeduti, Salvatore Cortesiana e Luana Spada, e di tutto il comitato organizzatore è stato, da subito, quello di poter ospitare nei convegni interregionali il punto di vista accademico. Il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Catania, infatti, ha istituito il corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (TFA), giunto al nono ciclo, e le pubblicazioni scientifiche dei docenti di tale Dipartimento sono punti di riferimento imprescindibili per studiare le problematiche dell’inclusione scolastica. Si è avviato, allora, un proficuo dialogo con l’Università di Catania, che ha permesso la partecipazione della prof.ssa Paolina Mulè, ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale e direttrice del corso TFA e del prof. Corrado Muscarà, docente di Pedagogia speciale, che hanno tenuto le relazioni introduttive al convegno interregionale del 2024 a Floridia su «I Care: educare alla cura, educare attraverso la cura».
La collaborazione è proseguita anche quest’anno, estendendosi al prof. Giambattista Bufalino, docente di Pedagogia Generale e Sociale. Le due ultime edizioni del Convegno hanno anche registrato una folta partecipazione dei corsisti TFA, poiché le iniziative erano inserite nel programma di tirocinio indiretto da svolgere per il conseguimento del titolo.”
L’incontro tra docenti universitari, formatori AIF, dirigenti scolastici e studenti ha permesso di integrare riflessioni teoriche e operative, promuovendo reti professionali solide e orientate al cambiamento.
Laboratori per costruire cambiamenti
Quest’anno è stata introdotta una sessione pomeridiana nella quale sono stati offerti laboratori esperienziali e di approfondimento articolati in tre aree tematiche: risorse comunitarie, risorse personali e risorse tecnologiche. Questa formula ha favorito uno scambio partecipativo di pensieri ed esperienze, valorizzando l’approccio laboratoriale come metodo per radicare nelle pratiche quotidiane i temi affrontati.
I temi hanno spaziato dalla “Philosophy for Children”(Alessandra Macaione), alla “Valutazione e sostenibilità dei Progetti” (Roberta Macaione), alle “Strategie inclusive e Tecnologie digitali” (Paolina Mulè, Daniela Gulisano, Valentina Perciavalle e Andrea Fabrizio Raciti), ai “Team inclusivi” (Cettina Mazzamuto); dalla storia oggetto del laboratorio “Siracusa Città rivoluzionaria” (Salvatore Santuccio), alla lettura e la parola come pratiche educative dei laboratori “Educare con parole e silenzi. Il mondo degli Albi illustrati e dei silent book” (Cristina Trovato) e “La lettura: dal trasmettere una passione all’accendere un interesse” (Salvatore Cortesiana). Ed infine dal “Valore della Musica nell’inclusione” (Docenti dell’I.C. Verga Martoglio di Siracusa” al “Lego Serious Play” (Giambattista Bufalino e di Luana Spada), al “Laboratorio maieutico sui temi dell’appartenenza e inclusione” (Antonia Rosetto Ajello).
Ad ogni laboratorio hanno partecipato circa 15 persone, in gruppi misti composti da docenti, studenti e operatori. A conclusione dei lavori laboratoriali, i partecipanti si sono incontrati in plenaria, per condividere e scambiare i feedback emersi.
Così Cettina Mazzamuto ci racconta il laboratorio da lei offerto ai partecipanti nella sessione pomeridiana, all’interno dell’Area risorse comunitarie, dedicato al tema “Team inclusivi: la valorizzazione delle diversità e la gestione dei conflitti come opportunità di cambiamenti”: “l’uditorio era composto per oltre l’80% da studenti liceali, per il resto vi erano insegnanti e genitori. L’approccio adottato è stato interattivo: attraverso domande e metafore, i giovani sono stati coinvolti in una tematica per loro del tutto nuova.
In sintesi, proviamo a descrivere i punti salienti affrontati con i partecipanti. Partendo dall’inclusività, come pratica di accogliere e rispettare le diverse prospettive, esperienze e identità all’interno di un team, possiamo dire che la sfida più grande di una organizzazione che utilizza il lavoro di gruppo è quello di portare le persone ad avere un senso di responsabilità condivisa, valorizzare le diversità di prospettive, esperienze, competenze, favorendo una cultura del rispetto e della collaborazione. Spesso si vede l’altro come controparte, un antagonista, ma l’altro è una persona che ha i suoi bisogni/obiettivi più che legittimi, che possono essere diversi o anche divergenti dai propri.
Per un contesto inclusivo è importante la comunicazione, per creare un ambiente in cui le persone si sentano libere di esprimere le proprie opinioni senza paura di giudizi o discriminazioni e, soprattutto, incoraggiare la pratica dell’ascolto attivo; la comunicazione aperta e trasparente permette ai membri di sentirsi ascoltati e valorizzati.
In un contesto lavorativo, incoraggiare una comunicazione inclusiva, in cui ogni voce è considerata e rispettata, rende il team più coeso e motivato, migliora la produttività sul lavoro e contribuisce alla fidelizzazione dei talenti, a vantaggio del successo complessivo dell’azienda.
Possiamo dire che la strategia vincente per la gestione di un team inclusivo è quella di privilegiare l’Empatia al Distacco, la Collaborazione alla Competitività, la Motivazione all’Imposizione.
Infine, si è generato un ampio dibattito sull’argomento del conflitto, in particolare, da vedere come opportunità di cambiamento. Il Focus si è posto sul fatto che non bisogna eliminare il conflitto, ma è necessario affrontarlo, con la consapevolezza che non tutti i conflitti possono essere risolti, ma tutti possono essere trasformati, partendo dal cambiare noi e non l’altro, facendo sì che diventi un confronto in cui non ci sono sconfitti. Trasformare la logica “I win, you lose” in “Win-Win” è possibile solo valorizzando le diversità superando la tendenza generale a utilizzare i punti comuni, che impedisce di creare valore tra le parti.”.
Anche il Laboratorio maieutico sui temi dell’appartenenza e dell’inclusione, condotto da Antonia Rosetto Ajello per l’area Risorse personali, ha visto la partecipazione di un gruppo composto 12 studentesse di IV superiore 2 docenti, anch’esse donne.
La maieuta ha proposto tre brani da cui ciascuno poteva, a scelta, trarre spunto per far partire la propria riflessione. Così descrive l’esperienza: “Ciascun brano giocava sul rapporto dicotomico e allo stesso tempo complesso tra inclusione, appartenenza ed esclusione.
La partecipazione delle ragazze è stata attiva e profonda. Dopo un primo giro di tavolo, alcune di loro hanno proposto riflessioni molto personali, mettendo in evidenza un modo di cogliere le relazioni tra individui che coniuga insieme un forte bisogno di vedere rispettati i propri confini personali (anche con riferimento al proprio corpo) e di definire livelli differenziati di vicinanza con gli altri.
I livelli di comunità e di appartenenza, è stato detto dalle ragazze, oggi non passa solo attraverso la dimensione fisica della prossimità ma possono attingere anche alla dimensione del web, dei social, attraverso i quali è possibile conoscere persone che coltivano i tuoi stessi interessi.
Dalla riflessione è poi emerso anche il tema del bullismo, tipico caso in cui l’appartenenza può assumere una funzione escludente e violenta o, al contrario, essere utilizzata per rompere l’isolamento della vittima. Dunque sono stati sviluppati anche il concetto di responsabilità e soggettività attiva riguardo alle pratiche da attivare per promuovere appartenenza inclusiva e rispettosa delle diversità.
Le docenti hanno seguito con molto interesse le riflessioni dei ragazzi e hanno partecipato al dialogo sviluppando un confronto tra saperi e modi di sentire riconosciuti come paritari, in quanto strettamente connessi ai vissuti di ciascuno.
Tutte le partecipanti, a conclusione, hanno mostrato un significativo apprezzamento per questo spazio di riflessione e confronto, attraverso cui è possibile affrontare temi importanti in un clima di riconoscimento e apprezzamento reciproco”.
Una Vetrina per le buone pratiche
Al Convegno è tradizionalmente associato il Premio Rossana Liotta giunto alla V edizione che ha continuato a valorizzare progetti significativi realizzati dalle scuole italiane sul tema dell’inclusione, confermandosi come occasione di scambio e diffusione di buone pratiche a livello nazionale. L’iniziativa nasce nel 2018 per onorare la memoria di Rossana Liotta, docente di Scuola Primaria considerata dai colleghi un faro per chi lavora nei contesti educativi con professionalità, passione e responsabilità sociale. Quest’anno il Convegno è stato anche l’Occasione per dedicarle, con l’apposizione di una targa, l’aula di Informatica della scuola in cui ha a lungo insegnato.
È stato un momento molto toccante, perché ha dimostrato il sincero affetto che avvolge la sua memoria.
Al bando di quest’anno hanno partecipato dodici Enti. La presenza dei premiati, provenienti anche da altre Regioni italiane, mostra quanto questo momento di dialogo e di confronto sia considerato utile ed importante.
Il prossimo anno il Convegno interregionale lascerà la provincia di Siracusa, dove è nato e si è consolidato, e approderà a Palermo. Grazie all’impegno della Vicepresidente della Delegazione Roberta Macaione, della Presidente e di tutto il Direttivo Regionale, oltre all’Università degli Studi di Catania si auspica la presenza anche dell’Università degli Studi di Palermo e di altri soggetti, pubblici e privati, che operano nella Sicilia occidentale. La dott.ssa Macaione, inoltre, ha curato l’anno scorso il “Catalogo delle migliori pratiche sull’inclusione”, una pubblicazione che raccoglie tutti i progetti presentati nell’edizione 2024 ed è già all’opera per chiudere l’edizione 2025.

Delegazione AIF Sicilia-Sardegna-Calabria
- Antonella Rosetto Ajello (Formatrice e Socia AIF .- Pedagogista sociale e Consulente)
- Cettina Mazzamuto (Coach professionista con credenziale PCC rilasciata da ICF (International Coaching Federation), Counselor nella relazione di aiuto, formatrice (AIF); da venticinque anni come Trainer affronta aree tematiche inerenti alle Soft Skills, per supportare persone e aziende nello sviluppo di competenze manageriali, emotive e di coaching. Come Life Coaching, conduce seminari che hanno lo scopo di guidare la persona nella sua multidimensionalità, a saper Essere, armonizzando ed equilibrando i molteplici aspetti della personalità.
- Giuseppe Caramma (Consigliere regionale AIF, si occupa di Storia della Formazione e dei sistemi educativi
- Salvatore Cortesiana (Coordinatore Gruppo AIF P.A.)





