La reputazione reale e la notorietà

Per ogni professionista, il buon nome che si è costruita/o negli anni riflette la sua immagine: persona esperta, competente, autorevole. Oggi questa immagine si avvalora dei tanti follower sui canali social, anche se non sempre ne risulta la conferma del reale peso.

Come sappiamo, si possono usare strategie di marketing e comunicazione per dare un’immagine di sé più attrattiva e, a volte, trarre in inganno il cliente che si affida superficialmente alla pubblicità ridondante.

I valori e l’identità di una persona definiscono la sua reputazione, ma questa non va confusa con la notorietà.

Internet offre democraticamente visibilità a tutti. I modi e i mezzi possono determinare importanti differenze di posizionamento. La strabiliante opportunità ha anche i suoi rischi: le professioniste e i professionisti possono subire critiche acerrime da clienti che si ritengono insoddisfatti e queste situazioni, pur essendo visioni parziali e soggettive, provocano danni all’immagine.

Considerando che la gente presta più attenzione alle critiche che agli elogi, suggerisco a chi legge di non dare troppo seguito a giudizi perentori, dettati più dalla rabbia che da una valutazione oggettiva. D’altronde non si potrà mai piacere a tutti e si può venire criticati nell’esercizio della professione, ma ricordiamoci che  noi siamo i migliori giudici di noi stessi e siamo in grado di quantificare l’impegno profuso nei servizi che offriamo, al di là di metriche interpretative differenti. Se invece si ricevono critiche costruttive, allora vale la pena rifletterci per migliorare.

Nell’ambito aziendale i parametri si amplificano: maggiore è la disponibilità economica negli investimenti pubblicitari, maggiore sarà la visibilità del brand. La componente emotiva negli Stakeholder  è elevata quando si riconoscono nei messaggi e negli stili di vita proposti dall’Azienda attraverso le sue attività di comunicazione e marketing.

Il girello del marketing, schema elaborato dalla Harvard Business School [1], fa un’ analisi degli elementi che costituiscono l’ambiente interno ed esterno. La relazione con il cliente e la qualità del prodotto/servizio sono indispensabili per il successo dell’Azienda. Se la relazione è positiva l’Azienda ha raggiunto elevati standard di qualità e sicuramente ha operato in modo efficace ed efficiente nel marketing della fidelizzazione e nella valorizzazione delle proprie Risorse Umane.

I dipendenti sono i primi stakeholder a decretare il successo di un’Azienda o svelare la sua immagine mendace. Per i piccoli e grandi brand il valore etico dato dai propri dipendenti all’immagine aziendale è  la chiave di lettura della veridicità della fonte che origina il messaggio.

E quando abbiamo necessità del servizio offerto da liberi professioniste/i come possiamo districarci in questo mondo effimero? Sicuramente investendo del tempo nell’esplorare su internet  le figure professionali, siano formatrici e formatori, coach, psicologi,      docenti.

Leggiamo le recensioni cercando di interpretarne il senso in una prospettiva di analisi semantica e confrontiamoci con persone di nostra fiducia che, magari,  possono suggerirci un nome con il vecchio e sempre utile metodo del “passaparola”.

Le associazioni di categoria sono un valido ausilio e per noi di AIF che nel 2025 festeggiamo 50 anni di storia, il senso di appartenenza      alla nostra Associazione,      conferma la nostra autorevolezza. Tutto ciò diventa fattuale quando consigliamo ad altri colleghe e colleghi che riteniamo di valore o passiamo loro dei clienti.

Ricordiamoci che la gentilezza di una o di un professionista, unita alla sua esperienza, si rivelano, comunque, più attrattivi di qualsiasi pubblicità.

 

[1] “Il girello del marketing” fa riferimento al flywheel (volano) marketing, un modello di bussiness circolare che mette al centro l’esperienza del cliente per generare crescita continua e  autonoma …(n.d.r. AI Overrview di Google)






 

Emanuela Truzzi

Docente in comunicazione per Master Universitari e 24Ore Business School, formatrice aziendale e business coach. Già consigliera nazionale, è responsabile AIF del PEF.

E-mail: e.truzzi@modernacomunicazione.it

 

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