Parole, educazione e formazione: una questione di equilibri

Convegno annuale ACA EDUCAZIONE IN RETE in collaborazione con AIF Lombardia”


Sabato 24 gennaio si è celebrata la giornata internazionale dell’educazione e ACA EDUCAZIONE IN RETE ha festeggiato il suo ottavo anno di attività. Sono passati, infatti, otto anni da quel lontano gennaio 2018 in cui si è svolto il primo convegno di ACA. Da allora è stata fatta molta strada e abbiamo aggiunto un altro tassello con AIF Delegazione Lombardia, organizzando il convegno dal titolo: “PAROLE, EDUCAZIONE E FORMAZIONE: UNA QUESTIONE DI EQUILIBRI”.

Prima di inoltrarci nel merito degli interventi, è doveroso raccontare chi è ACA e qual è il suo scopo.

L’Associazione “A.C.A: Educazione in rete” nasce nel dicembre 2017 a Luino, Varese, dalle esigenze educative e formative sorte nell’ambito delle attività della Scuola (di ogni ordine e grado), delle Famiglie, degli Studenti e di tutti coloro che sentono la responsabilità dell’educazione e dello sviluppo sociale.

Lo scopo dell’Associazione è riconducibile al suo nome per esteso: A.C.A (acronimo di Ascolto, Comunicazione, Azione): Educazione in rete. Gli obiettivi che si intendono perseguire sono quelli di promuovere, incentivare e ampliare le occasioni formative e socio-culturali, per l’acquisizione di saperi e competenze professionali lungo tutto l’arco della vita. Come insegna un antico proverbio cinese “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.”

Oltre la formazione, l’aggiornamento e la consulenza pedagogica, psicologica e legale, l’altro aspetto fondamentale, che caratterizza la nostra Associazione, è legato all’approfondimento di tematiche di attualità sociale, comunicativa ed artistica attraverso una ricerca scientifica rigorosa e sistematica, con una marcata componente sociale, umanistica e di pubblica utilità.

In quest’ottica, l’interesse prioritario dell’Associazione è rispondere ai bisogni della cittadinanza attraverso le proprie risorse umane, con competenze specifiche in ambito psicologico, pedagogico, artistico, sanitario e legale.

L’obiettivo dei nostri servizi è quello di contribuire agli studi sui processi dello sviluppo integrale e armonico della personalità, sulla relazione mente e cervello e sull’apprendimento umano, in una visione olistica (connubio tra mente e corpo), nel rispetto dell’individuo nella sua totalità.

Lo scopo primario è quello di formare seri professionisti nei vari ambiti della formazione, dell’educazione e dello sviluppo del sistema sociale. Altra finalità è sviluppare le aree di ricerca tipiche delle scienze dell’educazione, della psicologia dello sviluppo e della formazione, delle scienze umane e della pediatria.

Dopo questa premessa, necessaria per capire la mission dell’Associazione, ritorniamo al Convegno.

Ad aprire l’evento con i saluti istituzionali, Silvia Giudici e Alberto Facchi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di AIF Lombardia, seguiti dal Prof. Gabriele Mencarini, Preside della facoltà di scienze informatiche del Campus HETG di Ginevra. Successivamente, in qualità di Presidente di ACA, ho illustrato gli eventi del 2025 con le nuove collaborazioni e l’ampliamento della nostra “rete”.

Al termine, è stata la volta della Vicepresidente di ACA, ovvero della Dott.ssa Chiara Bertinotti, psicologa e psicoterapeuta, che ha condotto un intervento riguardante “LE PAROLE CHE STRUTTURANO L’IDENTITÀ”: un argomento di grande attualità, che ci siamo ripromesse di riproporre nel 2026 con un tempo di approfondimento adeguato.

Le parole hanno, nel corso della vita di ciascuno di noi, un ruolo determinante, incisivo, che a volte viene sottovalutato. Nel suo intervento, la Dott.ssa Bertinotti ha sottolineato che l’identità si costruisce attraverso i feedback che l’ambiente rimanda alla persona. Carl Rogers ha evidenziato quanto sia importante un contesto facilitante ed una relazione basata su congruenza ed empatia, perché l’essere umano possa raggiungere la massima auto attualizzazione.

Le parole hanno un peso perché costruiscono l’idea di sé e strutturano la percezione e la visione dei contesti relazionali. Se pensiamo alle parole violente, alle parole che giudicano negativamente ma anche positivamente, possiamo riconoscere dei costrutti esperienziali che determinano una precisa struttura del campo esperienziale di ciascuno di noi.

La nostra autostima è profondamente legata all’immagine che si è costruita nella nostra mente e che appartiene alla dimensione identitaria.
In educazione è fondamentale identificare e guidare l’esperienza dei bambini verso la naturale tendenza di ogni essere vivente all’auto – realizzazione.
Carl Rogers con la teoria dei costrutti, ha portato il movimento umanistico esistenziale ad identificare l’ambiente educativo ideale basato su empatia, congruenza, accettazione positiva e incondizionata dell’altro da sé.
Il rispetto del modo di essere dell’altro, fin dalla prima infanzia, è centrale perché la persona non debba irrigidirsi attivando dei meccanismi di difesa che possono portare a disagi psichici.
L a predisposizione di un setting a scuola, che promuova l’alfabetizzazione emotiva e le competenze comunicative, permette di sostenere lo sviluppo dei bambini perché possano diventare cittadini del mondo liberi e responsabili.

Successivamente, Paolo Cesarano, formatore, coach e membro del direttivo di AIF Lombardia, ci ha portato per mano attraverso il magico potere della voce: “LA VOCE COME PONTE: EQUILIBRIO TRA PAROLA, EDUCAZIONE E FORMAZIONE”. Un contributo importante ed incisivo, in grado di farci comprendere quanto la voce non sia solo strumento ma stile comunicativo.

Il formatore ha sottolineato quanto il tema – Parole, educazione, formazione: una questione di equilibri – parla profondamente a chiunque abbia la responsabilità di accompagnare altri nella crescita, perché l’equilibrio umano non è uno stato bensì un movimento continuo. Infatti, è la voce quel filo sottile che permette questo movimento. Perché la voce è importante nelle relazioni e nell’insegnamento? Prima ancora di parlare, noi arriviamo con la nostra voce. Arriviamo con il nostro respiro, la nostra tensione o tranquillità, la nostra disponibilità o chiusura.

La psicobiologia della voce ci insegna che ogni volta che emettiamo un suono, stiamo esponendo qualcosa di noi: la nostra emozione, la nostra intenzione, la nostra storia. Nella formazione questo è decisivo: non impariamo da chi parla bene, impariamo da chi risuona con noi. La voce è una mano tesa. È un invito. È un luogo in cui accade l’incontro. Nella formazione spesso pensiamo ai contenuti, alle metodologie, agli strumenti. E sono tutti importanti. Ma la voce è ciò che dà forma all’esperienza. Una voce accogliente permette di sbagliare senza vergogna. Una voce ferma sostiene la fiducia. Una voce calma regola il clima emotivo di un gruppo. Una voce autentica apre lo spazio per l’autenticità dell’altro. La voce è il primo ambiente emotivo di ogni processo educativo. E come ogni ambiente… può nutrire o soffocare. È per questo che la voce è una competenza professionale fondamentale. Non dà spettacolo, ma sostiene la relazione. Una voce che accompagna senza soffocare, guida senza invadere, orienta senza controllare. Ogni volta che parliamo a qualcuno, la nostra voce lascia un’impronta. A volte piccola, a volte decisiva. sempre significativa. La voce è il ponte invisibile che ci permette di incontrarci senza toccarci, di sentirci senza conoscerci ancora, di crescere insieme nel breve spazio di una frase. Cesarano conclude con questa affermazione: “U siamo la voce con consapevolezza. Usiamola con cura. Usiamola per costruire equilibrio, dentro di noi e tra di noi”.

L’avvocata e mediatrice Rossella Di Costanzo, impegnata in una giornata formativa, è stata con noi “a distanza”: e, attraverso un video ha introdotto il piano dell’offerta formativa che lei ed io svilupperemo nel corso del 2026.

Il progetto è denominato “EDUCARE ALL’ARTE DELLA MEDIAZIONE” .

In contesti educativi e professionali sempre più complessi, il conflitto è una presenza costante.

La sfida non è evitarlo ma imparare a starci dentro in modo consapevole.

Da questa visione prende forma “Educare all’arte della mediazione”, un POF (Piano dell’offerta formativa) che integra pedagogia, mediazione e competenze collaborative, pensato per docenti, formatori, professionisti di ogni ambito, genitori e comunità educanti.

Il POF è percorso articolato su tre pilastri:
• alta formazione
• laboratori esperienziali
• spazi di parola consapevole

La proposta formativa è variegata e pensata per diversi livelli di approfondimento: non è necessario essere già competenti sul tema per partecipare.

Contestualmente, è stata proiettata proprio la brochure esplicativa.

Successivamente, il mediatore e formatore Massimiliano Ferrari, ha illustrato il Metodo MEDIANOS® di cui è ideatore. Un Metodo ludico per affrontare il conflitto e la sua relazione, “SO-STARE NEL CONFLITTO. EDUCARE attraverso l’esperienza MEDIANOS”, è stata importante per entrare in contatto con un nuovo Metodo in grado di offrire sguardi diversi sulla mediazione.

Nello specifico, il Metodo MEDIANOS® si pone come obiettivo quello di condurre il cliente a rinvenire il “meglio” e non il “giusto” da una controversia, qualunque sia l’interlocutore (di qualsiasi genere, pubblico, privato), così da consentire, a tutte le parti coinvolte, di trovare una soluzione ottimale in breve tempo, nel pieno rispetto delle regole, in modo da non essere più “io contro di te”, bensì “insieme contro il problema”. Per rendere tutto questo possibile, è stato ideato il gioco di Medianos – The Board Game , un gioco didattico in grado di portare i giocatori alla conoscenza della mediazione e all’apprendimento di una metodologia di risoluzione dei conflitti, attraverso la costruzione di una relazione con l’interlocutore.

Infine, l’avvocato Giorgio Ferrari ha concluso con un contributo fondamentale: “IL PESO DELLE PAROLE IN AMBITO GIURIDICO”, un approfondimento molto utile per comprendere il valore e l’importanza delle parole nella quotidianità e di come possano essere fonte di fraintendimenti e di vertenze giuridiche. A tal proposito, l’avvocato specifica che, nella vita di tutti i giorni, ciascuno di noi debba prestare molta attenzione anche a ciò che potrebbe apparire banale, come scrivere un commento su un social: le parole, se usate in maniera superficiale, possono comportare una responsabilità legale e persino configurare un reato se, la considerazione in questione, fosse lesiva della privacy o della reputazione della persona stessa. Le parole, quindi, ancora una volta, rivestono un ruolo determinate, assolutamente da non sottovalutare.

Una mattinata ricca di informazioni e di FORMAZIONE, un momento che, personalmente, mi ha arricchita, donandomi una nuova linfa e slancio per fare sempre meglio.

Un sentito ringraziamento a tutti i relatori, ai partecipanti, al Consiglio direttivo e ai collaboratori di ACA EDUCAZIONE IN RETE: andiamo avanti con fiducia, lavorando nella formazione, trattando di educazione e favorendo lo sviluppo delle competenze di ciascuno.

Nella giornata mondiale dell’EDUCAZIONE, ACA ha contribuito, con la sua piccola goccia, nell’enorme oceano dell’educazione, perché l’EDUCAZIONE è qualcosa che riguarda tutti, nessuno escluso.

Per maggiori informazioni sul Metodo e/o sull’Associazione, è possibile consultare: http://associazione-aca.blogspot.it/





Haidi Segrada

Esperta in glottodidattica infantile, counselor pedagogico e formatrice. Si occupa della supervisione pedagogica in diverse scuole e strutture educative, sia pubbliche che private. Autrice di testi psicopedagogici, didattici e poesie. Progettista certificata AIF, membro del Consiglio direttivo AIF Lombardia. E` ideatrice del Marchio registrato “A.C.A” – Metodo educativo – pedagogico e didattico. 

E-mail:  h.segrada@libero.it

 

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