Un potente facilitatore nello sviluppo delle soft skills: il cavallo!
In un mondo sempre più connesso attraverso lo schermo di un computer o smartphone, dove le relazioni interpersonali rischiano di abdicare alla frenesia della vita quotidiana, quello delle soft skills è un tema nodale sul quale è importante porre una certa attenzione.
Dette anche “competenze trasversali”, rappresentano quelle abilità che favoriscono e migliorano l’efficacia personale ed organizzativa di un soggetto, facilitando la sua abilità comunicativa, la predisposizione alla collaborazione e alla capacità di problem solving.
A differenza delle competenze tecniche che possono venire insegnate, le soft skills ci caratterizzano e possono venire stimolate in differenti contesti e situazioni, attraverso un percorso che parte dalla consapevolezza della loro presenza in noi e nei loro margini di miglioramento.
Nel mondo del lavoro, le soft skills rappresentano aspetti determinanti per distinguersi ed adattarsi ai differenti ambiti ai quali si è esposti; attraverso la loro fruizione favoriscono relazioni interpersonali efficaci, quindi un ambiente di lavoro positivo ed efficiente.
Abilità quali l’empatia e la comunicazione efficace inducono ad una sensibile riduzione dei conflitti interni tra colleghi; favoriscono la condivisione di idee, quindi la collaborazione nel lavoro in squadra che porterà, inderogabilmente, ad un miglioramento della produttività.
L’adattabilità e la flessibilità, altre aree del poliedrico mondo delle soft skills, possono favorire ulteriori competenze, quali la leadership, l’abilità di problem solving, il pensiero laterale, quello creativo e quello critico…
Competenze, queste, che unite a quella riconducibile all’intelligenza emotiva possono fare realmente la differenza nell’interazione tra colleghi o nel supporto al cliente finale in ragione di una consulenza professionale, azione di marketing o all’interno di un servizio pre e post vendita.
Sviluppare questi talenti aumenta la consapevolezza di sé, la fiducia e la capacità di gestire le sfide quotidiane (anche della propria vita privata e familiare), aprendo anche a nuove opportunità di carriera.

Spesso, però, le soft skills vengono trattate come un semplice elenco della spesa: elementi inseriti nei nostri curricula come “titoli da copertina” e che, in molti casi, non sono corrispondenti ad oggettive evidenze…
Il tema è: siamo realmente consapevoli di noi stessi, del nostro potenziale e delle nostre aree umane di competenza?
Un lavoro introspettivo favorito da un potente facilitatore
Il mondo aziendale, consapevole dell’importanza delle soft skills, investe in programmi di formazione per le proprie risorse interne all’interno di una visione più ampia volta ad aumentare la produttività ma non solo.
La sola teoria non è, però, sufficiente a sviluppare il potenziale umano dei singoli e l’affiatamento dei team di lavoro. E’ quindi essenziale promuovere progetti formativi che possano integrare la componente teorica a quella esperienziale e pratica.
Il canale emozionale è l’elemento detonante di qualsiasi formazione; attraverso le emozioni originano i più persistenti processi partecipativi e di elaborazione di qualsiasi conoscenza o apprendimento.
Le attività di formazione esperienziale con i cavalli sono un potente strumento per elaborare -in ambiente informale- quanto accade in ufficio, trovando altresì strategie e modus operandi alternativi per favorire la nostra partecipazione e scambio con i colleghi.
Il tutto per contribuire a creare un ambiente professionale positivo, partecipativo e performante.
Perché i cavalli nella formazione esperienziale ed aziendale?
Essenzialmente perché sono esseri sensibili e consapevoli dell’ambiente circostante. Hanno soggettive personalità, capacità fisiche e limitazioni individuali tanto quanto gli esseri umani con cui lavorano e, soprattutto perché i cavalli forniscono un feedback immediato e onesto che esprime cosa dobbiamo modificare, o quanto dobbiamo “fare” per instaurare una partnership volta al raggiungimento degli obiettivi indicati nelle specifiche sessioni di lavoro proposte da trainer e coach professionisti.
Ai cavalli non importa la posizione, il potere, lo status o il titolo di una persona. Nella loro sensibile percezione si “limitano” a leggere quanto e come comunica la persona che si approccia a loro.
Se l’interlocutore umano dimostra di essere in grado di adattare i suoi comportamenti e comunicazione, sempre con una particolare attenzione ed osservazione al feedback del Nobile Animale, il cavallo si affida placidamente e si lascia gestire e condurre.
Al contrario, se i comportamenti umani risultano “monodirezionali”, aggressivi, eccessivamente veloci, tanto da apparire ai suoi occhi come predatori, l’animale si allontanerà fino a fuggire in modo plateale e particolarmente impattante.
Attraverso la metafora del cavallo e della relazione che viene promossa con questo magico facilitatore è possibile lavorare sulla fiducia, sulla sicurezza, consapevolezza e capacità interpersonali. In una parola: leadership.

Tematica particolarmente richiesta nelle formazioni esperienziali ed aziendali all’interno della quale moltissime soft-skills si collegano con grandi ritorni di complementarietà.
Una leadership condivisa e gentile, fatta di comunicazione efficace, scambi emozionali, osservazione, decodifica, adattamento e tanta ricerca di feedback per il raggiungimento di un obiettivo che, in sessione in maneggio, è puramente allegorico dei focus sui quali un team deve persistere per fare goal.
I cavalli ci offrono quindi l’opportunità di imparare a vivere nel qui ed ora e, soprattutto, cosa dobbiamo cambiare per avere successo nelle nostre relazioni personali e professionali.
Attraverso specifiche sessioni di lavoro, sia esso finalizzato al coaching del singolo come nel team building tra colleghi di lavoro o compagni di squadra, con i cavalli è possibile rielaborare le attività proposte in chiave equestre per ricollocarle nel nostro quotidiano, per stabilire e raggiungere i nostri obiettivi personali e professionali.
Obiettivi che potranno venir perseguiti attraverso due aspetti concatenati tra essi: il principio di consapevolezza del proprio Io e la creazione di una partnership con il mio “nuovo” interlocutore.
Le partnership più solide e durature si basano, infatti, sulla consapevolezza di sé e sulla ferma volontà di comprendere la prospettiva degli “altri” in quanto diversi da noi.

Da questi presupposti, i cavalli (diversi per eccellenza da noi in quanto “prede” e non predatori, quali siamo noi umani, anche a causa delle continue spinte performative unite a tempi sempre più stretti di esecuzione) possono favorire queste dinamiche.
Nella relazione uomo-animale, il cavallo diviene specchio delle nostre emozioni, riflettendo i sentimenti tradotti in comportamenti dell’individuo che partecipa ai nostri programmi formativi.
I cavalli non mentono mai e riconoscono l’incongruenza tra comportamento ed emozione, esplicitando non “a parole”, ma “nei fatti” e sue reazioni ciò che avviene nella relazione stessa.
Senza sovrastrutture o retro-pensieri: si limita a registrare gli stati emotivi e gli stimoli verbali, e soprattutto non verbali dell’essere umano e si adatta offrendo un feedback osservabile ed oggettivo, secondo quanto suggerisce il suo istinto.
Inoltre, da buoni animali sociali, forniscono importanti informazioni sulle dinamiche e sui ruoli all’interno di un team. Aspetti che, terminate le specifiche sessioni di attività esperienziale, saranno oggetto di confronto e spunti di miglioramento per favorire relazioni più efficaci ed autentiche tra colleghi.
Allineamento e fiducia reciproca.
Promuovere un’esperienza di apprendimento facilitato con i cavalli è un modo particolarmente efficace per creare engagement tra le persone nel lavoro di squadra, nella risoluzione dei problemi, nella leadership, nella comunicazione, nella costruzione di relazioni e nella consapevolezza di sé.
Un aspetto importante riguarda la modalità di proposta delle attività in campo: un percorso emozionale che segue una progressione ragionata ed in linea con gli obiettivi della committenza, promossa in totale sicurezza e che non si concentra sull’equitazione.
A meno che non vi siano specifiche contingenze (generalmente molto rare) tutte le attività non sono mai proposte “in sella” ma gestite e realizzate “a terra”, quindi escludendo il montare a cavallo. Questo, nel pieno spirito del Diversity and Inclusion, per ridurre stati di inadeguatezza e per evitare potenziali criticità derivanti dal sentirsi sotto giudizio.

Roberto Lambruschi
Formatore, istruttore di equitazione, coach e soft skills trainer attraverso la mediazione dei cavalli di Italy Horse Experience. Promuove percorsi di team building con i cavalli e formazione esperienziale ed aziendale in ambiente outdoor attraverso l’interazione con il Nobile Animale.





