Salvatore Marras

Categories: AIF,Interviste

  

SALVATORE MARRAS

Innovation Manager

Quali competenze saranno richieste dalle aziende nel futuro mercato del lavoro?

Come responsabile dell’area di innovazione digitale di Formez PA, ente strumentale del dipartimento della funzione pubblica, posso dire di avere trovato nell’ideazione del XXX convegno Nazionale AIF, diverse tematiche stimolanti. Il sottotitolo che è stato dato al convegno, quello di pensare a competenze staminali per generare qualcosa di nuovo, di prevedere delle competenze che ne generino di nuove, mi è piaciuto molto. forse perché in questo ho ritrovato anche una parte del lavoro che sto seguendo attualmente, quello di cercare di rafforzare le competenze digitali di base dei dipendenti della pubblica amministrazione.

Perché mi convinco sempre di più che fare un investimento importante in termini, sia di risorse ma anche gli obiettivi sulle competenze digitali dei dipendenti pubblici, non avrebbe solamente l’effetto di una maggiore conoscenza dell’innovazione della tecnologia nella pubblica amministrazione, ma anche un’altra serie di effetti in qualche modo secondari, come ad esempio portare molte persone di nuovo all’interno dei sistemi di apprendimento permanente, dai quali magari oggi non si sentono coinvolti.

Per cui con l’attività di formazione digitale aiutarli a riprendere a seguire anche altre attività formative, entrando in una logica di apprendimento e di aggiornamento generale.

Questo è importante perché può avere anche un effetto su quelle competenze più trasversali, che fanno parte di quello che l’OCSE definisce analfabetismo funzionale, cioè quelle conoscenze logico linguistiche e logico numeriche che inevitabilmente servono per applicare poi le competenze digitali.

Credo che questo metodo sia importante perché il digitale si apprende in modo digitale. Quindi il formarsi attraverso dei corsi online, doversi abituare in qualche modo ad usare la tecnologia non solo per apprendere, ma anche per gestire il tempo dell’apprendimento, rende le persone più responsabili, anche più autonomi nel far crescere le proprie competenze.

La prima giornata di questo convegno è stata una giornata di apertura delle menti, nel senso che i contributi sono venuti veramente da fonti diverse, ma che sono riuscite in qualche modo a collegarsi tra di loro e a far ragionare su come si può stimolare meglio il cervello per farlo funzionare in modo ottimale.

Sta di fatto che comunque abbiamo bisogno di approcci più multidisciplinari, anche trans-disciplinari, abbiamo bisogno di metodi per affrontare le complessità, abbiamo bisogno di essere in qualche modo pronti al cambiamento, e avere una particolare attenzione alle idee degli altri, non solo quelle diverse dalle nostre, ma anche quelle che vengono da mondi non strettamente legati all’ambiente professionale che frequentiamo.


 

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