Giovanni Di Stefano

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GIOVANNI DI STEFANO

Ricercatore presso l’Università degli Studi di Palermo

Il Fattore Umano, l’apprendimento e la Formazione In Cammino®

L’accelerazione dei processi di globalizzazione, la diffusione pervasiva delle tecnologie cui sottendono logiche di efficienza e di produttività sempre più stringenti, le nuove ed istantanee modalità di comunicazione (digitali e multimediali) sono solo alcuni degli aspetti salienti della contemporaneità. Ad essi corrispondono cambiamenti continui e repentini delle organizzazioni e dei ruoli lavorativi, che risultano sempre meno delimitati e sempre meno garantiti. Aumenta oggi, di converso, la richiesta di competenze trasversali che siano supportate da capacità adattive a contesti in costante divenire.
In questo stato di cose, appare evidente come i sistemi di sviluppo delle “Risorse Umane” (formazione, valutazione delle performance, gestione delle carriere, etc.) divengano lo specchio coerente del valore che si attribuisce alla dimensione umana, di come la si ritiene in grado di adattarsi e di apprendere, di quali leve è possibile utilizzare per promuovere l’abilità nel districarsi tra istanze confliggenti. In altre parole, il tipo di concezione che si ha di questi sistemi fornisce indicazioni sia su come è concepito il fattore umano a lavoro (se ostacolo, strumento o davvero risorsa), sia su come sia più funzionale stimolarne e promuoverne lo sviluppo. Nello specifico, i metodi di formazione che utilizziamo ci dicono molto di come pensiamo oggi il processo di apprendimento, ma anche e soprattutto qual è l’idea di essere umano che apprende, e di che di tipo di pratiche è possibile avvalersi per promuovere nella persona la competenza alla crescita e allo sviluppo nella turbolenta realtà attuale.
Vanno quindi identificate pratiche che promuovano un essere umano autonomo e autodeterminato, in grado di riuscire a cambiare forma senza perdersi.
Come ricercatore e practitioner di Psicologia del lavoro, mi sono accostato nel 2016 alla Formazione In Cammino®, ideata e sviluppata dai formatori di FYM. Oltre a una personale curiositas, e al desiderio di conoscere nuovi metodi, ero stimolato dalle risposte che questo paradigma di formazione mi sembrasse implicitamente fornire alle questioni sopra evidenziate.
La Formazione In Cammino® sostiene l’importanza dell’integrità “sociobiopsichica” dell’essere umano, sottendendo un paradigma di formazione in cui la persona è davvero considerata nella sua interezza. Non è una facile concessione ad una prospettiva olistica, ma un’occasione per coinvolgere in un unico processo di apprendimento la mente, il corpo e la relazione. Il principio su cui si basa tale paradigma può, a mio avviso, essere ben rappresentato come prospettiva dell’imparare facendo, una modalità di apprendimento che risulta essere la più semplice, la più veloce e la più duratura. La strada diventa luogo di apprendimento in grado di abbassare le resistenze, di favorire la condivisione, il confronto e lo scambio di feedback e di accrescere l’autoefficacia. A ciò va aggiunto il potere evocativo del Cammino: basti pensare al peripatetikos aristotelico, e al processo di insegnamento-apprendimento promosso attraverso il camminare.
Questo paradigma mi è sembrato così innovativo e funzionale che, in collaborazione con i suoi ideatori, ho avviato un programma di ricerca volto a studiarne a fondo gli elementi di efficacia. Colgo anzi l’occasione per invitare tutte le aziende interessate ad avvalersi della Formazione In Cammino® di partecipare a questo progetto.
E allora, come ci si augura tra i camminatori del Cammino di Santiago, Ultreya y Suseya!


 

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