Alessandra Cerati

Categories: AIF,Interviste

  


ALESSANDRA CERATI


Laureata in Scienze della formazione corso LM-Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane presso
l’Università Cattolica del Sacro Cuore con votazione 110/110 ho, inoltre, conseguito un master in Gestione e
comunicazione della sostenibilità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Attualmente lavoro presso Tecnologie
d’impresa come formatrice per tematiche manageriali, salute e sicurezza sul lavoro-D.lgs 81/08 e sostenibilità. Mi
occupo, inoltre, dell’organizzazione della formazione interna.

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

La parola sentiero ci invita a riflettere sul cammino che abbiamo intrapreso come cuntinuum temporale nella nostra vita, ma anche quale cammino vorremmo intraprendere per migliorarla. L’io nel mettersi in cammino- inteso come viaggio fuori e dentro di sé- sviluppa sei tipologie d’intelligenza: critica, creativa, affettiva dialogica, interculturale ed ecologica. Lo sviluppo di queste porta con sé la consapevolezza della persona, che si trova quindi a progettare il proprio percorso di vita personale e professionale. Attraverso il lavoro- riprendendo il pensiero di Papa Giovanni Paolo II nella Lettera enciclica “Laborem Excersem”- l’uomo può trasformare la propria realtà realizzando se stesso, la sua umanità e la sua vocazione personale. Per realizzare ciò è necessario mettersi in cammino al fine di realizzare il proprio io. Riprendendo i concetti della piramide di Maslow si distinguono cinque livelli di bisogno, che rappresentano metaforicamente una piramide: alla base troviamo i bisogni fisiologici primari, sicurezza, amore e appartenenza, stima e autorealizzazione. Il raggiungimento dell’apice -autorealizzazione- rappresenta il punto di arrivo, che può essere raggiunto e sempre rimesso in discussione al fine di creare un sentiero di lifelong learning. In quest’ottica siamo portati a riprogettare sempre nuovi obiettivi di crescita, al fine di divenire sempre più consapevoli delle proprie potenzialità.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

La parola consapevolezza può rivestire variegate chiavi di lettura: da un lato propone una riflessione introspettiva sul proprio io e il rapporto che questo ha con l’altro e con l’ambiente che lo circonda; dall’altro si può scorgere la riflessione sui concetti di responsabilità e sostenibilità. Essere consapevoli che ognuno di noi è parte di un ecosistema Terrestre, che ha dei limiti ed è finito pone la riflessione sul modo di vivere e agire nella vita privata e nel
lavoro. Di quali cambiamenti voglio essere promotore? In che modo voglio mettermi in cammino per la mia crescita personale? La sostenibilità è, infatti, composta da tre sfere-economica, sociale, ambientale- che necessitano di un equilibrio, richiedendo quindi un impegno e ripensamento personale del proprio stile di vita, nonché dell’agire e orientamento strategico di ogni ente pubblico o privato aziendale. È richiesta quindi un’alleanza tra soggetti privati (che creano la comunità), aziende e Stati.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

La parola alleanza può essere vista come l’impegno collettivo per promuovere cambiamenti negli stili di vita nonché l’idea di un network aziendale che si prefigge nuovi obiettivi in ottica green. Già nel 1992 Severn Suzuki, una Greta Tumberg ante litteram di soli 12 anni, zittì il mondo per sei minuti in occasione del Summit della Terra a Rio de Janeiro sollecitando l’assemblea a riflettere sui problemi ambientali affermando: “Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti che non le avete neppure voi. Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto. Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo”. Continuando la sua riflessione pone in luce la difficoltà della condivisione e di creare alleanze per uno scopo comune quale la preservazione dell’ambiente.

Un sentiero volto all’idea “conosci te stesso”- massima greca- permetterà in primis il raggiungimento di una consapevolezza personale, che attraverso un sentiero avrà per ognuno risvolti differenti pur sempre accumunati da alleanze volte al miglioramento del ben-essere individuale e collettivo.


 

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