Elena Borin

Categories: AIF,Interviste


ELENA BORIN

Dopo aver maturato una importante esperienza nel settore Retail, ricoprendo ruoli di middle management in Italia e all’estero, in realtà fortemente orientate al servizio al cliente, dal 2011 si occupa di Customer Experience, muovendosi nel mondo della consulenza e della formazione per il settore Retail.

Ha lavorato per importanti Brand della Moda e della GDO formando Team di Vendita e Middle Management su: relazione di vendita, soft skills, comunicazione, leadership, Customer Journey e gestione dei KPI di negozio. Ha alternato percorsi in aula e affiancamenti on the job con particolare focus sull’allenamento delle competenze di vendita attraverso azioni formative direttamente in negozio. Ha inoltre sviluppato competenze per la gestione di percorsi one-to-one di coaching dedicati a figure professionali strategiche che vivono fasi di cambiamento. Apprezzano di lei la spiccata auto-ironia e creatività, la voglia di sorridere e la disponibilità sempre e comunque a mettersi in gioco in nuove avventure formative.

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

A me piace pensare ed immaginare i SENTIERI NON ANCORA TRACCIATI, quelli che dobbiamo ancora percorrere.

Guardare OLTRE, non seguire la linea, uscire dai margini: è il mio invito a tutti coloro che incontro in formazione, qualunque sia la loro età ed il loro ruolo in azienda. Questo, a mio parere, è l’unico modo per iniziare un viaggio di scoperta su se stessi e su gli altri.

Come formatrice mi considero un compagno di viaggio, che affianca, che esplora assieme, che propone vie alternative…ma la TRACCIA DEL SENTIERO quella la fa chi ha deciso di intraprendere il viaggio, noi siamo solo delle guide a volte noi per primi alla ricerca di nuovi sentieri.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Parola con un suo peso, direi impegnativa!

Per me è lo SGUARDO ATTENTO e COSTANTE che dobbiamo avere su noi stessi.

E’ un monito a non pensare di essere già arrivati, è l’antidoto contro l’arroganza di chi sa di sapere, è la porta socchiusa che permette di far entrare in ogni momento il dubbio. Consapevolezza è anche lo SGUARDO DI SORPRESA verso il fuori, quello che ci circonda, quello che accade, verso le persone che incontriamo.

E’ sapere che nulla è definitivo, che tutto è mutevole e, allo stesso tempo, che questa condizione ci unisce tutti inesorabilmente agli altri.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Quanto mi piace questa parola!

Mi fa pensare alla GENEROSITA’. Alla necessità degli Esseri Umani di stringersi attorno ad un ideale, ad un progetto, dandosi completamente, senza risparmiarsi, senza tenere nulla per sé.

E’ dare senza volontà di ricevere.

Mi piace pensare che abbia anche una componente affettiva: ALLEANZA per me è FRATELLANZA e SORELLANZA, sì, anche in ambito professionale.


 

Torna all’elenco delle interviste

0