Marco Astolfi

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MARCO ASTOLFI

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Consulente di Direzione d’Azienda, Docente in Finanza e Controllo di Gestione
Business School Meliusform

L’innovazione tecnologica sta trasformando le relazioni umane, e il cambiamento è stato percepito anche all’interno delle organizzazioni e delle aziende con cui collaboriamo. La formazione deve innovare metodi, strumenti e spazi al fine di valorizzare la persona in un contesto sempre più digitalizzato. Quali sono i principali cambiamenti da realizzare? Il cambiamento porta con sé elementi positivi? e quali?
La digitalizzazione è un processo che cambia principalmente l’esperienza formativa e le dinamiche relazionali all’interno di un gruppo. Quindi, il cambiamento deve risiedere nel processi di progettazione formativa, privilegiando sempre più un tipo di progettazione partecipata, coinvolgendo direttamente i fruitori ma anche chi è esperto di tecnologie e strumenti digitali. Meliusform, infatti, da sempre ha investito molto sulle nuove tecnologie; di recente ha un nuovo sito “responsive”, ovvero ottimizzato per qualsiasi device fisso o mobile, ed ha interamente rinnovato la piattaforma e-learning, sviluppando nuovi format digitali e nuovi prodotti formativi realizzando complessivamente oltre 400 ore di formazione on line, fruibili in modalità on-demand ed introducendo la tecnologia HTML 5.

Ogni cambiamento è visto dalla nostra Business School come uno stimolo alla crescita ponendoci di fronte sempre a nuove scelte, che seppur faticose devono essere viste positivamente. Con questo spirito abbiamo affrontato con curiosità le sfide della nuova frontiera digitale progettando e creando nuovi format nella formazione professionale; facendo propri la filosofia di Adriano Olivetti, che ha detto: “la curiosità e l’audacia di uno stile imprenditoriale coglie le opportunità di ogni cambiamento”.

 

I sistemi di intelligenza artificiale sono in grado di imparare prospettando nuove forme di vita, cioè entità sensienti di cui non possiamo prevedere, né tanto meno guidare, lo sviluppo. Come questo processo di rapido sviluppo tecnologico, che riguarda la produzione dell’intelligenza collettiva si può legare a etica e valorizzazione della cultura nei processi organizzativi aziendali? In che modo la formazione può supportare la persona affinché possa contribuire all’innovazione senza subirla passivamente?
La formazione può essere di supporto e di stimolo all’innovazione quando si gestiscono le leve motivazionali e si garantisce la qualità dei percorsi formativi stessi. Per questa ragione in Meliusform alcuni aspetti citati come etica, partecipazione, sistema organizzativo e qualità, costituiscono concetti chiave del nostro processo di sviluppo strategico, essendo ben integrati nei valori stessi della nostra mission, in particolare:
– gestiamo la progettazione dei processi formativi avendo cura di creare un maggior coinvolgimento dei soggetti target, facendogli vivere l’esperienza d’aula in modo più “proficuo” e predisponendoli positivamente verso il cambiamento e l’innovazione.
– gestiamo i processi di formazione all’interno di un sistema organizzativo che già si muove verso modelli innovativi, in modo che ciò che si apprende in aula sia subito spendibile nei contesti di lavoro attuali. Supportare in questa fase la motivazione è importante proprio per far sentire le persone parte integrante del cambiamento e dell’innovazione aziendale e non le “vittime”.

Noi crediamo fortemente che per ottenere tutto questo sia necessario anche curare al meglio la qualità dell’erogazione formativa, per progettare percorsi che siano in linea ed in armonia con il contesto in cui si realizzano. Operare tenendo sempre a mente la qualità della propria azienda e la massima soddisfazione per il cliente è la strategia efficace per favorire anche l’etica professionale in tutti i ruoli organizzativi.

 

Ieri hai detto domani. Oggi i giovani sono il futuro della nostra società, la crisi e la scarsità di investimenti rischiano di contrapporre la dimensione personale della realizzazione del sé a quella della competitività delle imprese e dei territori. In che maniera la formazione potrà far conciliare questi due estremi enfatizzando i valori strategici dell’impresa con la valorizzazione della persona nella sua essenza? In che modo la formazione può costruire una situazione ideale in azienda generando entusiasmo e partecipazione?
Per rispondere a questa domanda, vorrei ricorrere nuovamente alle parole dello stesso Adriano Olivetti: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”.

Ogni imprenditore, ogni azienda dovrebbe porsi questo quesito ogni giorno, per costruire la sua responsabilità d’impresa all’interno di un territorio, nei confronti dei propri dipendenti e sacrificare parte degli investimenti per attività significative, che arricchiscono la storia di un’organizzazione.


 

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