Milla Mariani

Categories: AIF,Interviste

  


MILLA MARIANI

Psicologa del lavoro e delle organizzazioni, esperta di formazione e sviluppo organizzativo nell’ambito della Pubblica Amministrazione, formatore interno presso Comune di Parma – Settore Risorse Umane.

Sentiero, consapevolezza, alleanza: AIF, diversi mesi fa, ha proposto tre parole – chiave di grande importanza, quali temi da esplorare in relazione alla V Edizione Premio AIF per l’eccellenza nella formazione. Ad oggi, nel mese di aprile 2020, tali parole assumono un significato ancora più attuale ed incisivo, alla luce degli eventi storici che stanno segnando la vita di milioni di persone, organizzazioni e paesi in tutto il mondo. Il sentiero è tutto quello che abbiamo percorso, e quello che ci resta ancora da percorrere, mantenendo sempre una forte consapevolezza e utilizzando come guida l’alleanza. A livello di individui, organizzazioni, paesi. E a livello, ovviamente, del punto di vista più specifico della formazione.

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Sentiero richiama alla mente il percorso e quindi rimanda all’idea non tanto di formazione aziendale e professionale come erogazione di corsi, ma come costruzione di per-corsi complessi, nell’ottica dello sviluppo della persona all’interno dello sviluppo dell’organizzazione. L’organizzazione deve quindi possedere una vision coerente, una mappatura approfondita delle competenze presenti e potenziali, un’attenzione costante all’ascolto e al feedback, per poter costruire e mantenere, pur nella flessibilità dell’incertezza, la propria strada e crescere insieme alle proprie persone.
 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

Consapevolezza è una capacità fondamentale per vivere ed affrontare la complessità, sia all’interno del proprio lavoro quotidiano e della propria organizzazione, sia all’interno della propria vita e del più ampio contesto di cambiamento storico e sociale che stiamo vivendo proprio in questo periodo. Ecco quindi che la formazione sulle competenze specialistiche ormai non può davvero più bastare, e deve essere sempre supportata dalla formazione sulle competenze trasversali, per non dire umanistiche e soprattutto umane: il change management, la gestione delle differenze, la mindfullness, la consapevolezza di se stessi, il so-stare nel qui e ora, il proprio sapersi relazionare con se stessi e con gli altri.
 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Alleanza rimanda in un primo momento al “rodato” concetto di patto d’aula, fondamentale momento con cui si avvia la relazione formatori – partecipanti (e organizzazione) nell’aula formativa. Che ne resta ora che l’aula tradizionale sembra lasciare il posto a un mondo nuovo? Naturalmente il concetto resta sempre valido, anche in un contesto di formazione a distanza e virtuale, se opportunamente gestito. Ma il concetto di patto e di alleanza richiama di questi tempi alla mente scenari molto più ampi. Un’alleanza tra generazioni, all’insegna del reverse mentoring. Un’ alleanza tra generi. Un’alleanza digitale e nello stesso tempo analogica. Un’alleanza tra persone e organizzazioni, all’insegna dell’appartenenza e della fiducia, come forte interazione e collaborazione in senso orizzontale e verticale, in un sistema di crescita e feedback costanti e reciproci. Un’alleanza, infine, tra organizzazioni, all’interno del sistema-paese e del sistema “mondo”.


 

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