Emanuela Valente

Categories: AIF,Interviste


EMANUELA VALENTE

Psicologa libera professionista
Mi occupo dalle progettazione e erogazione di attività di formazione ed orientamento (scolastico e al lavoro)

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza. Come intraprendere un nuovo percorso professionale? Quale sentiero seguire?

La conoscenza dà il coraggio di fare buone scelte in situazioni incerte e complesse. Ogni individuo nell’arco della propria vita professionale si trova sempre più spesso davanti a scelte che lo portano verso mete, in termini lavorativi, anche molto diverse dalle posizioni ricoperte in quel momento.Come possono le aziende attraverso i loro reparti HR supportare adeguatamente le nostre scelte in una ottica di “incubator” delle attitudini personali, per farci individuare il giusto sentiero? Quali sono gli strumenti che aiutano le persone a trovare i migliori percorsi formativi volti a valorizzare le proprie attitudini e competenze?

Scelte personali o aziendali inducono sempre più persone ad affrontare transizioni professionali volontarie o forzate all’interno di percorsi di carriera sempre meno lineari. Adattabilità e competenze trasversali sono le caratteristiche chiave in un mercato del lavoro in rapida evoluzione che richiede di essere protagonisti attivi della propria carriera. Una opportunità questa, oltre che una necessità, per investire la propria vita lavorativa in settori o professioni al passo con uno scenario complesso e in continua evoluzione. Professionalità sempre nuove, e a volte poche conosciute, si fanno infatti strada nel mercato del lavoro. Consulenza di carriera e formazione continua possono quindi essere strumenti utili per orientarsi in questa moltitudine di possibilità. È infatti importante supportare le persone ad essere consapevoli del “valore distintivo” di cui sono portatrici così che possano scegliere potenziali clienti o datori di lavoro a cui inviare la propria candidatura.

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

All’interno delle organizzazioni aziendali la Qualità Totale ha come uno degli obiettivi principali il maggior profitto, con un focus particolare sull’incremento della efficienza del capitale umano. Questo pone l’accento sul miglioramento delle proprie performance personali e quindi della consapevolezza del sé in relazione alle dinamiche sociali interne anche con l’ausilio delle tecniche di neuroscienze. Oltre a queste, un modo nuovo per migliorare il benessere personale – e aziendale – è l’utilizzo di pratiche antichissime ma nuove per l’occidente. Possono le pratiche di Mindfulness essere un valido aiuto nella consapevolezza dello stato psico-fisico quale fattore fondamentale per il miglioramento della cultura organizzativa aziendale?

Ogni ruolo professionale porta con sé delle competenze attese, ma spesso sono le caratteristiche personali a fare la differenza. Nell’ottica del miglioramento continuo autoconsapevolezza e capacità riflessive sono necessarie per costruire progetti professionali coerenti con le proprie caratteristiche (es. valori, interessi, competenze) così che queste possano essere un plus per la propria professionalità. Per costruire un progetto professionale che renda il lavoratore produttivo ed efficiente è importante però che sia consapevole sia dei suoi punti di forza che di quelli di miglioramento. L’accettazione dei propri punti di forza o miglioramento, sia in termini di competenze hard che soft, è un punto di partenza essenziale per avviare la crescita personale e migliorare il proprio benessere.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

La generazione Z ha dimostrato di voler entrare – a ragion veduta – nelle tematiche di sostenibilità e ambiente, anche se stimolate dalla figura/guru di Greta Tumberg. La Città è già in fiamme ha evidenziato l’urgenza dei temi green ma non solo, ha potuto dimostrare come in modo repentino queste generazioni abbiano superato il proprio individualismo per una causa e azione comune. Allo stesso modo dovranno sostenere il cambiamento con l’entrata nel mondo del lavoro.Quali sono quindi i percorsi formativi che si potranno mettere in pratica per supportare i giovani che entrano nella dimensione organizzativa lavorativa, dove necessariamente si dovranno favorire l’attivazione di atteggiamenti di cooperazione e collaborazione nei rapporti interpersonali e di gruppo, superando le individualità del singolo?

Quando l’attenzione alla crescita personale non è più solo un interesse del singolo lavoratore ma anche dell’organizzazione allora questo valore diventa parte della cultura organizzativa. L’allineamento tra i valori individuali e quelli dell’organizzazione supporta soddisfazione e profitto e diventa attrattiva per tutti i potenziali lavoratori che condividono quei valori. In una prospettiva temporale di lungo periodo, è quindi importante che le nuove generazioni imparino a riconoscere i propri valori di vita e professionali così da fare scelte consapevoli.

Ogni lavoratore con la sua expertise specifica può essere un testimonial significativo per far conoscere ai giovani, che devono ancora entrare nel mercato del lavoro, le opportunità e le diversità dei vari contesti lavorativi. Questa alleanza intergenerazionale deve basarsi sul riconoscimento e rispetto reciproco delle proprie competenze.

Da una parte è importante che i giovani si mettano alla prova nei vari contesti di vita personale (es. scolastica, universitaria, sportiva, associazionistica) in attività che richiedono il raggiungimento di obiettivi condivisi e non solo individuali. Dall’altra è importante che le generazioni adulte offrano loro stimoli e opportunità per sviluppare e riconoscere le proprie caratteristiche e competenze. Sarebbe importante che questa alleanza intergenerazionale si costruisse fin dalle prime classi tramite la didattica orientativa e la realizzazione di attività laboratoriali ed esperienziali. Nelle scuole secondarie e all’università sarebbe importante offrire informazioni e testimonianze significative che aiutino a destrutturare gli stereotipi (positivi e negativi) associati alle varie professioni. Una alleanza sinergica potrebbe quindi riguardare azioni di sistema tra i vari stakeholders (es. aziende, sistema di istruzione, professionisti) volte a creare iniziative che permettano ai giovani di ricevere informazioni (o indicazioni su dove trovarle) mettendoli alla prova con attività di gruppo così da allenare questa specifica soft skill.


 

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