fbpx

Nicoletta Tozzi

Categories: AIF,Interviste

  


NICOLETTA TOZZI


Formatrice aziendale e Professional Coach PCC – ICF

Laureata in Scienze Politiche con una tesi in Psicologia dell’organizzazione. Dopo la fine della carriera sportiva ( 9 volte campionessa italiana di atletica leggera) ha lavorato come formatrice aziendale e product Manager in Amadori, successivamente è stata responsabile Marketing di due aziende del mondo alimentare . E’ poi passata alla consulenza per SG Marketing- Bologna per la quale ha seguito come Responsabile di progetto affermati marchi del food.
E’ stata Responsabile Marketing e Formazione del Cesena Calcio sviluppando in quest’area innovativi progetti rivolti agli atleti e a tutto lo staff del settore giovanile. Nel 2011 è tornata ad occuparsi di formazione e Coaching. Fra i suoi clienti Cegos, Accademia Bcc Roma, e Conad Cia Forlì.

Quest’anno la riflessione che vorremmo proporre riguarda il nostro lavoro quotidiano e più nello specifico tre parole:
 
La prima parola è sentiero, inteso come percorso quotidiano di sviluppo e conoscenza.

Nel nostro lavoro saremo efficaci, se le tecniche che trasmettiamo ai giovani che entrano in azienda le avremo già utilizzate noi, per capire “chi siamo veramente”. Perché è questo il SENTIERO collega, che ci permetterà di essere veri e “presenti” come esseri umani, prima che come esperti nell’aiutare gli altri a migliorare .Quando si lavora sull’ “essere”, è più difficile stare in cattedra, se non si è autentici.

Gli strumenti che aiutano le persone a trovare i migliori percorsi formativi per valorizzare le loro attitudini e competenze sono, a parer mio, percorsi di coaching che portino i coachee a toccare con mano i loro punti di forza e i loro talenti, con sessioni che li allenino alla fiducia e che al contempo facciano loro vedere le aree di miglioramento come potenziale da esprimere e non come un minus che toglie energia. Davanti all’incertezza, “poter puntare” sulle proprie competenze e avere un piano personale per “allenarsi” a divenire competenti in ciò che serve nel “qui e ora” è fondamentale.

I nuovi sentieri si tracciano quando si ha fiducia nella propria capacità di esplorare e di “segnare” la via.
In futuro, vi sarà sempre meno bisogno di: “rigide etichette” legate ai ruoli e di percorsi formativi standardizzati“

Attraverso il coaching, l’esplorazione del bisogno formativo del collaboratore, vedrà quest’ultimo parte attiva nell’ individuare le attitudini e competenze da valorizzare e sviluppare. La conseguente risposta “tailor made” che gli esperti e l’azienda proporranno porterà anche ad un salto nella responsabilità individuale, passaggio fondamentale per il miglioramento delle proprie performance personali .

 
La seconda chiave è il qui ed ora, la consapevolezza, intesa come conoscenza delle proprie competenze.

In un mondo che cambia ad una velocità sorprendente e viene travolto dalla crisi, la parola chiave è CONSAPEVOLEZZA.
Consapevolezza di quali sono i cambiamenti che stanno investendo il sistema economico mondiale, quello politico e aziendale. Consapevolezza di come dovremo essere diversi dal passato, per far fronte a ciò che conosceremo veramente solo vivendolo, nel “qui ed ora”. Non vi sono più certezze rispetto alla realtà, se non quella che la “fotografia” di quest’ultima non c’è, perché è in divenire.

In questa prospettiva è fondamentale formare le persone, affinché abbiano “sicurezza in se stesse” e nella loro capacità di affrontare il “non conosciuto”. .
Se non fosse reale, questo momento rappresenterebbe la metafora più potente per far capire ai nostri “allievi” ( ed anche a noi stessi), che non ci si può fermare, che non si può dar nulla per scontato.
Si, collega formatore, ora lo sai per certo che tutto quello che hai raccontato fino a un mese fa è più vero di quel che pensavi. Quelle parole che hai ripetuto come un mantra: cambiamento continuo, rivoluzione digitale, velocità, ora sono più certe della realtà e ora tutti noi dobbiamo essere pronti e preparare gli altri ad esserlo.

 
Infine il cardine su cui si svolge la nostra vita, anche professionale, l’alleanza.

Cooperazione e collaborazione sono valori strategici per i giovani che entrano nella dimensione lavorativa, ma anche per i collaboratori più “esperti”. Il valore aggiunto, apportato dalla cooperazione nei team e fra team aziendali, è infatti fondamentale per affrontare la crescente complessità dei mercati.

L’abitudine a valorizzare l’apporto d’ognuno, può essere efficacemente messa in campo, attraverso team coaching che rappresentano un utile strumento e momento di confronto fra collaboratori esperti e più giovani, per tracciare piani d’azione condivisi e mettere a sistema le informazioni; passaggio non sempre scontato. Il metodo e la modalità di lavoro, proposta per la direzione aziendale, rappresenta un mezzo efficace, per indicare la via che porti a superare l’individualismo e i personalismi.

Il Team coaching rappresenta quindi uno strumento ottimale anche per mandare chiari segnali a chi ancora resiste all’idea del lavorare insieme.


 

Torna all’elenco delle interviste

0